Gestione del magazzino e delle scorte 1/2

In questo articolo faremo una breve escursione sulle tecniche di gestione del magazzino e delle scorte.

La gestione di un magazzino non può prescindere da una corretta gestione delle scorte, e di un loro adeguato approvvigionamento al fine di garantire sempre la continuità della produzione, della vendita riducendo al minimo il costo dello stoccaggio .

Questo articolo riprende in modo più generico quello relativo alla gestione del lotto economico, tema che abbiamo affrontato in precedenza.

Le scorte di magazzino

Per scorta di magazzino si intende una quantità di materiali accumulati per poter essere consumati secondo le necessità dell’azienda.

La gestione delle scorte ha come obiettivo minimizzare il costo di mantenimento a magazzino delle scorte, mantenendo allo stesso tempo una corretta gestione dei flussi di produzione.

 

Un ottima gestione di magazzino è importante sia per le imprese manifatturiere, sia per le imprese commerciali. Per le imprese prestatrici di servizi il discorso è diverso: esse non sono tenute ad affrontare le problematiche di gestione del magazzino, poiché il loro servizio è di tipo immateriale.

 

Esistono tre grandi categorie di scorte:

-          Le materie prime: sono destinate alla trasformazione (servono per evitare ritardi nelle consegne degli approvvigionamenti e per ridurre i costi di acquisto grazie a sconti su quantità maggiori);

-          I semilavorati: hanno già subito qualche trasformazione, all’interno o all’esterno della azienda, e attendono di essere ultimati (servono per evitare ritardi da sub-fornitori e per gestire il lavoro in perfetta autonomia);

-          I prodotti finiti: hanno affrontato tutte la fasi di produzione e trasformazione e attendono di essere venduti (servono per evadere in tempo gli ordini e per far fronte ad ogni modificazione della domanda).

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La gestione delle scorte può seguire due logiche:

  1. Stock control: viene controllato il livello della scorta senza controllare l’andamento dei processi di produzione e vendita; le tecniche legate allo stock control sono quella del ciclo di ordinazione e quella delle scorte separate.
  2. Flow control: le scorte vengono determinate in relazione al flusso degli ordini di vendita da evadere. Le tecniche legate al flow control sono il Material Requirements Planning(MRP) e il just in time.

È necessario, di volta in volta, decidere la quantità giusta di materiali da acquistare, quindi il lotto economico di acquisto. Il lotto economico di acquisto minimizza il costo complessivo di gestione. Il costo complessivo è dato dal costo di mantenimento dello stock e dal costo di ordinazione. Questi due costi parziali, al variare della quantità acquistata, variano in modo diverso: all’aumentare della quantità ordinata decresce quello di ordinazione, mentre quello di mantenimento aumenta al crescere della quantità ordinata.

La gestione del magazzino: le scorte di magazzino

Il punto minimo della funzione Ct è in corrispondenza del punto di incontro tra le funzioni Cm e Co. Il lotto economico di acquisto è uguale alla quantità in cui i due costi parziali si eguagliano.

Utilizzando il metodo del ciclo di ordinazione non si parla di lotto economico di acquisto bensì di scorta ottimale, perché mentre la quantità massima da tenere in magazzino resta ferma, la quantità acquistata ogni volta varia.

 

Un accurato controllo e programmazione delle scorte chiederà costi elevati, per poter rilevare al meglio le variazioni di mercato e il movimento delle giacenze.

 

Il tasso di rotazione è l’indice che permette di valutare l’efficienza sulle scorte di magazzino. Viene indicato con il rapporto tra il materiale uscito dal magazzino in una determinata frazione di tempo e la giacenza di materiale che si torva in magazzino nella stessa frazione di tempo.

indice di rotazione, uscita dei materiali nel tempo t, giacenza media nel tempo t


Ir=indice di rotazione
Ut=uscita di materiali nel tempo t
Gm=giacenza media nel tempo t

La giacenza media si calcola sommando alle rimanenze iniziali, le giacenze alla fine di ciascuna frazione di tempo, che si trovano con la differenza tra le giacenze iniziali più le entrate meno le uscite materiali di ogni periodo.

 

L’efficienza della gestione delle scorte è maggiore quanto più il tasso di rotazione è elevato.

Nel caso dei prodotti finiti, grazie al calcolo del tasso di rotazione, viene valutata la velocità di rinnovo degli articoli che sono sul mercato.

L’unità di misura di base è un unità fisica, e esprime quante volte il magazzino si rinnova fisicamente in una certa frazione di tempo.

 

A seconda dell’attività di vendita e produzione dipende la gestione delle scorte di prodotti. Una giusta programmazione serve a minimizzare i costi e i rischi per ottenere un’ efficienza dell’impresa. Non esiste una gestione ottimale per la gestione del magazzino valida per tutti i tipi di imprese. Per esempio, le PMI possono utilizzare il sistema della gestione del lotto economico rispetto a quella del just in time, la quale è più adatta per l’impresa trasformatrice.

 

Un metodo di analisi per verificare una gestione ottimale dei beni in magazzino è l’ABC. Questo strumento classifica i vari articoli in magazzino in base alla loro importanza che hanno all’interno dell’azienda secondo queste 3 categorie:

 

  • Beni importanti (A): incidono molto sui costi di acquisto e di produzione e per questo devono essere gestiti in modo attento e preciso. Questi beni di solito sono poco numerosi anche se rappresentano un costo molto rilevante.
  • Beni di importanza limitata (B): sono quei beni che vengono acquistati senza tante procedure e vengono controllati una sola volta l’anno nel magazzino (al momento dell’inventario). Questi sono più numerosi rispetto ai beni del gruppo A ma è meno importante la loro incidenza sugli acquisti.
  • Beni di scarsa o scarsissima importanza (C): sono tutti i beni che vengono acquistato solo in caso di necessità e non sono soggetti a nessun tipo di controllo fisico (nemmeno durante la redazione dell’inventario). Sono quantitativamente numerosissimi ma non hanno una forte incidenza sui costi aziendali.

 

La contabilità di magazzino rileva i movimenti di tutta la scorta di articoli che l’azienda dispone, in modo da documentare sia l’esistenza fisica dei beni stessi, sia le funzioni che derivano dalle loro movimentazioni.

Le funzioni della contabilità di magazzino sono:

  • Funzione di controllo: fa in modo che tutte le movimentazioni dei beni siano registrate e documentate correttamente;
  • Funzione contabile: fornisce i dati contabili delle scorte di magazzino e redige inventari periodici e annuali;
  • Funzione informativa: fornisce tutte le informazioni sulle giacenze della merce, su quelli ordinata e su quella in attesa di ricevimento, ecc…
  • Funzione documentale: dimostra che tutte le norme che regolano la gestione del magazzino sono state correttamente rispettate.

 

La operazioni che costituiscono la contabilità di magazzino si possono suddividere in due categorie: le operazioni di entrata (o carichi del magazzino) o le operazioni di uscita (o scarichi del magazzino).

 

Le scritture del magazzino devono rispettare regole ben precise secondo i criteri della sistematicità (operazioni di scarico separate da quelle di carico), cronologicità (operazioni registrate secondo l’ordine cronologico), ordinata contabilità (registrazione di ogni singola movimentazione) e periodicità ( effettuazione di controlli periodici).

 

Gestione del Magazzino:  Requisiti di un software di magazzino

 Non esiste un buon software di magazzino, esiste un software di magazzino adatto alle esigenze dell’azienda. Navigator 6, offre una gestione integrata si magazzino.

La gestione del magazzino di Navigator 6 è relativa è finalizzata ai prodotti finiti. Le caratteristiche della Gestione Magazzino di Navigator 6  sono:

 

  • Gestione del magazzino su base documentale
  • Gestione integrata del Magazzino con fatture, ddt ed ordini
  • Gestione delle scorte di magazzino sulla base della teoria del lotto economico

 

Vedremo le caratteristiche di questa gestione nella seconda parte dell’articolo

 

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